Come essere felici (guida breve)

Come essere felici (guida breve)

Per Epicuro, il filosofo che più di ogni altro identificò lo scopo della vita con il conseguimento della felicità, la felicità consisteva non in lussi e ricchezze, ma nella libertà, dei buoni amici, e un pasto frugale.



Noi moderni siamo viziati, sopportiamo a malapena le avversità e non ci accontentiamo di nulla. Ad esempio, la temperatura deve essere assolutamente perfetta: se c’è un grado in meno di quel che vorremmo, accendiamo il riscaldamento — invece di vestirci; se c’è un grado in più, accendiamo l’aria condizionata — invece di spogliarci.

È normale apprezzare ciò che si vuole più di ciò che già si ha – Essere felici significa avere ciò che si vuole, ma non si è felici che per alcuni brevi istanti successivi al raggiungimento di una meta: ecco che subito la meta successiva sembra a portata di mano, e iniziamo a darci da fare per raggiungerla, e così via. È una condizione normale della vita umana l’apprezzare ciò che si vuole, ma che non si ha, più di ciò che si ha: l’erba del vicino è sempre più verde. Ma il fatto che questa sia una condizione normale non significa che noi dobbiamo accettarla senza poter cambiare nulla. Al contrario, poiché il problema è la discrepanza tra ciò che vogliamo e ciò che abbiamo, la soluzione sta nell’accontentarsi di ciò che si ha, e nel volere di meno.

L’erba del vicino è un’illusione – L’eterno dilemma, il fatto che l’erba del vicino è sempre più verde, è basato su di un’illusione. Solo rendendoci conto che si tratta di un’illusione potremo iniziare a capire come essere felici. Il problema più grande è che è facile accorgersi delle illusioni altrui, ma è difficile accorgersi delle proprie. Ci si lamenta spesso di quanto i ricchi siano ingordi, del fatto che più hanno e più vogliono. Ma rendetevene conto: non succede soltanto ai ricchi. Ho conosciuto persone che hanno cambiato lavoro o cambiato città in continuazione, sempre credendo che il prossimo lavoro o la prossima città li renderà completi. L’illusione sta nel credere che la fonte della felicità si trovi in oggetti esterni, mentre in realtà si trova soltanto in noi stessi. Non sono gli oggetti o le persone a renderci felici: la felicità sta nella nostra reazione interna a quegli oggetti o a quelle persone.

La felicità sta nel capire che la perfezione non esiste – La perfezione, come spesso si dice, non esiste. Ed è vero. Nessun lavoro, nessuna città, nessun amico, nessun cibo, niente di niente è perfetto al 100%. Pensare che il prossimo obiettivo sia quello che vi renderà felici, per sempre, è sbagliato. Anzi, questo tipo di pensiero è proprio quello che ci rende frustrati e infelici. È giusto darsi dei traguardi, ma devono essere dei traguardi raggiungibili. Poiché è impossibile avere tutto ciò che si vuole, occorre darsi delle priorità, e perseguire soltanto ciò che è davvero importante, ad esempio l’amicizia o l’amore.

La felicità sta nel darsi le giuste priorità – Certo, spesso è difficile capire che cosa è davvero importante per noi. È facile sopravvalutare la necessità di una nuova macchina, un nuovo televisore, una vacanza in più. Ma chiedetevi questo: fra le cose o fra le relazioni che già avete, ne esiste qualcuna la cui mancanza vi renderebbe così incomparabilmente tristi che tutto il resto passerebbe in secondo piano? Se la risposta è sì, tenete care quelle cose o quelle relazioni, perché lì sta la vostra felicità.

La felicità sta nel godere l’attimo – Un’altra fallacia sta nel credere che le buone situazioni possano durare in eterno, ma tutto passa. La torta finisce, l’automobile diventa vecchia, e le persone, anche i nostri cari, muoiono. È importante abituarsi a quest’idea, in maniera da valorizzare al massimo ogni momento della propria vita, prima che sia troppo tardi. La prossima volta che litigate con un vostro caro, chiedetevi questo: è più importante che siate voi a vincere il litigio, o è più importante riuscire a vivere in pace e serenità con le persone che amate e che vi amano?

La felicità sta nell’arrendersi a ciò che non si può cambiare – Ci sono situazioni che possiamo cambiare, e altre per le quali possiamo fare poco o nulla. Dobbiamo darci da fare per cambiare al meglio ciò che è nelle nostre possibilità, ma non dobbiamo farci abbattere dalla miriade di situazioni su cui non abbiamo nessun controllo. I quotidiani e i notiziari sono pieni di notizie che mettono tristezza: furti, omicidi, inganni, inquinamento, e l’onnipresente politica. Ma quante di queste cose possiamo cambiare? Possiamo dare un contributo marginale alla politica, ma per il resto non possiamo fare nulla. Non possiamo fermare i terremoti, arrestare tutti i delinquenti, o far sempre vincere la nostra squadra del cuore. E allora, visto che non possiamo farci nulla, che senso ha abbattersi? Che noi proviamo tristezza o meno, le cose non cambieranno.

La felicità sta nelle piccole cose – Al di là di essenziali esigenze umane quali l’amore, l’amicizia, la libertà, vive meglio chi si accontenta di poco, e chi sa gioire delle piccole cose. È felice chi si rende conto che non conta quanto si vive, ma come si vive; chi ha smesso di preoccuparsi per le cose che non può influenzare, ma ha iniziato a darsi da fare attivamente per cambiare le cose che può influenzare; chi si è reso conto che le cose buone che ha sono molte, e che l’invidia del vicino è generata da un’illusione; chi ha capito che nella vita non esiste nulla di perfetto, ma esistono un’infinità di cose che sono buone in maniera diversa; chi ha scoperto quali sono le sue priorità, e vive in base a quelle, senza dare troppa importanza a desideri e velleità passeggere; infine, è felice chi sa rilassarsi, chiudendo gli occhi, riposando ogni muscolo, e respirando profondamente fino a quando la tensione se ne va.