EDU-BO - Il portale Educational della Provincia di Bologna

EDU-BO - Il portale Educational della Provincia di Bologna

 » Home » Archivio News » Formazione professionale » La forza dell'istruzione tecnica





 
  News
 » Formazione professionale
Immagine news La forza dell'istruzione tecnica

 La forza dell'istruzione tecnica

Il futuro dell’istruzione tecnica e professionale ha scatenato da tempo un dibattito nella scuola italiana. Ma, soprattutto, continua ad avere effetti sulle scelte dei ragazzi che nell’incertezza, da anni, preferiscono iscriversi ai licei. Una polarizzazione, tutto sommato, sbagliata. Come dimostrano le conclusioni di un convegno sulla “Valenza formativa e professionale degli istituti tecnici”, svoltosi il primo dicembre all’istituto Gandhi a Villa
Raverio di Besana Brianza. Location ideale ed emblematica, in quanto il “Gandhi, Scuola delle Brianze”, come lo ha definito Sergio Cazzaniga, sindaco di Besana nel suo saluto, costituisce un’isola felice al confine di tre province (Milano, prossimamente Monza-Brianza, Lecco e Como). Infatti, «pur con i suoi quattro indirizzi (Igea, Erica, Grafico ubblicitario e indirizzo professionale Odontotecnico) il “Gandhi” rappresenta un paradosso: alla fine di ogni anno scolastico le aziende del territorio si contendono le liste dei nostri maturati, ma noi non abbiamo nomi da segnalare. Sempre tutto esaurito, tutti occupati», ha spiegato la professoressa Lucia Illiano, promotrice del convegno.

«Anche perché la percentuale dei nostri diplomati che si iscrivono all’università ormai tocca il 60 per cento. Quest’ultimo dato rafforza la convinzione della validità di questo ordine di scuole anche sotto il profilo della formazione culturale di base», ha concluso Illiano. Dopo il saluto del dirigente scolastico, Francesco Cappelletti, che ha individuato la finalità strategica dell’incontro nell’opportunità di «leggere le evoluzioni».
È toccato al rappresentante della Provincia di Milano, Flavio Albrici, fornire il quadro di riferimento statistico. Gli iscritti al primo anno di scuola media superiore nel 2005/06, a Milano e provincia, sono stati complessivamente 30.168, 84 in meno rispetto all’anno precedente (30.252). L’anomalia consiste nel massiccio spostamento dai tecnici (-807) e professionali (-396) verso i licei (+1.119), effetto dovuto alla «paura della riforma».
Una specie di psicosi di massa che, tuttavia, non trova riscontro nella realtà. Non sul fronte delle iscrizioni all’Università – ha sottolineato Albrici – poiché nel corso del 2003/04, all’interno delle facoltà economico- statistiche, la provenienza dai tecnici (49%) batteva, ad esempio, quella dai licei scientifici (29,9), e prevaleva anche in quelle giuridiche (30,8% da istituti tecnici, 26,4% dal liceo classico, 25% dal Liceo scientifico),
e ancor più significativamente nella percentuale di iscritti al gruppo delle facoltà scientifiche, con il 43,8% di studenti usciti dagli istituti tecnici contro il 37,9% dai licei scientifici.
Dati che basterebbero a confermare la “Valenza formativa degli istituti tecnici” che sta nel titolo del Convegno, e soprattutto a riaffermare l’efficacia di questo ordine di scuole nell’impartire le cosiddette «competenze di cittadinanza», ovvero, conoscenze utilizzabili in diversi ambiti, sia sociali che lavorativi. Proprio su questo segmento del dibattito si è inserito l’intervento di Pino Patroncini, del direttivo nazionale della Flc- Cgil, che allargando l’orizzonte alle scuole europee, con particolare riferimento a quella francese che prevede la scansione in scuola media di adattamento e orientamento, ha indicato il punto focale per la riforma della scuola italiana: l’istituzione di un biennio unico.

Particolarmente incisive, infine, le testimonianze di due operatori economici della zona. Piero Moscatelli, vicepresidente della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio, da “vecchio ragioniere” ha sottolineato la solidità delle basi assunte da questo tipo di scuola e definito «nell’imparare a imparare» la qualità indispensabile per il mantenimento della capacità formativa continua, resa indispensabile dalle continue evoluzioni del mondo del lavoro. Requisiti soddisfatti dai diplomati degli istituti tecnici. Mentre Paola Crippa, imprenditrice, ha concluso: «Ogni anno ospito nella mia azienda per uno stage gli studenti del quarto anno del “Gandhi”, e sono spesso tentata di trattenerli subito, perché li trovo già pronti all’inserimento nel mondo del lavoro».
Tra il pubblico anche il senatore Gianni Gonfalonieri: «Ho seguito con molto interesse – ha dichiarato – trovando spunti notevoli per la riflessione nazionale, tendente a dare all’istruzione italiana un modello stabile e in linea con la realtà europea».


l.f,28/03/2008 
Per ulteriori informazioni
Sole 24 ore scuola  http://periodici.ilsole24ore.com/scuola/allegati/2008/scuola.pdf

XHTML 1.0  |  CSS 2.0  |  WCAG 1.0 (Livello AAA)  | Realizzato con Horizons CMS Solutions